martedì, 14 marzo 2006

Piove, freddo della madonna e, cosa che mi irrità di più, non c'è luce. In genere i black out notturni mi esaltano, vai a capire perché... ma questa volta l'infame scherzetto dell'enel si è consumato proprio mentre me ne stavo in panciolle davanti al mio bello schermo a guardare nientepopodimenoché Chinatown di Polanski, rosicchiando fonzies. E il tutto è successo appena alla bella scena in cui Jack Nicholson, entrato  nottetempo nel bacino idrico di Mulway, scopre i traffici notturni d'acqua!

Bum! Bum!   
                                  -Cristo Santo!-
        Shhhhhh......

- sTic - (avete presente il rumore degli schermi LG che si spengono?)

Buio Totale.

L'importante è non perdersi d'animo. A tentoni mi divincolo nel buio più nero alla ricerca di una fonte di luce, che poi identifico nel display del cellulare. Purtroppo il poverino, dopo aver pianto il segnale di batteria scarica, mi abbandona crudelmente al mio destino.
- A me la lapada a gas!
Dopo una pericolosa arrampicata sulla scala a chiocciola, una mirabolante ricerca di fiammiferi, e alcune contusioni... luce fu.

Ed è qui che mi viene la brillante idea di finire di guardare il film sul portatile, batteria permettendo. Il problema però è quello di estrarre il DVD dal lettore, che in mancanza di corrente si rifiuta di sputarlo. Idee?

Metodo 1:
Custodia CD. Inserendo un lato della custodia tra il carrello e il case del lettore il carrello dovrebbe uscire.
Risultato:
1 custodia spaccata, 3 sbeccate e il carrello ancora chiuso.

Metodo 2:
Filo interdentale. Facendo scorrere il filo tra i due lati del carrello e tirando verso di me, il carrello dovrebbe uscire.
Risultato:
dopo venti tentativi non sono riuscito ad agganciare il filo e ho preferito passare al...

Metodo 3:
Graffetta Modificata: Graffetta col lembo più esterno piegato a uncino. Inserire dietro al carrello tirare forte e....
Risultato:
Dopo una prima illusione di successo, il coperchietto recante la scritta sony ha pensato di abbandonare il suo amico carrello al quale era attaccata.

Morale: film a metà, lettore DvD rotto, batteria pc ormai scarica.

Buonanotte.

[ VISTO CENSURA n° 7445557 del martedì, 14 marzo 2006 ]
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lunedì, 13 marzo 2006
I'm coming back...
[ VISTO CENSURA n° 7438809 del lunedì, 13 marzo 2006 ]
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venerdì, 17 febbraio 2006

Ricevo e pubblico questo racconto scritto da un'amica ed ispirato da un sogno. Buona lettura.

Devo andare in bagno. Voglio sciacquarmi la faccia, come al solito fumano, ma come fanno? Accendo la luce ed entro. Mi volto verso lo specchio, guardo veloce il mio riflesso. Mentre l’acqua scorre sulle mani aspettando che si riscaldi un po’, sento una risata provenire dalla porta, che ho lasciato aperta. E’ la Sara, col suo riso argentino. Veloce chiude la porta, la chiave gira nella toppa. Torno ad osservarmi nello specchio. Non ho dato nessun peso all’accaduto, questo forse un po’ mi stupisce, non so perché lei l’ha fatto, ma ora non è importante. E’ come se già mi aspettassi quello che sta per succedere: e in un attimo la luce è stata spenta, mi ritrovo al buio. Calma, rilassata, mi siedo con la schiena appoggiata alla vasca. Nel buio totale invece di spaventarmi sono a mio agio. Senza scosse, senza accorgermene, avviene una rapidissima mutazione, come se fossi un organismo primordiale dotato di sensibilissimi sensi che gli permettono l’adattamento ai cambiamenti dell’ambiente circostante. Il mondo è un piccolo spazio di buio in cui vive la mia persona, un essere pensante dai confini indefiniti. Mi conosco come pensiero immobile dotato di peso ma non di massa,  posato sulla superficie del mondo. Il tempo non c’è, perché non c’è la luce che lo scandisce con il suo ciclico ritornare. Il buio c’è sempre stato e immagino che ci sarà per sempre. E’ accogliente, riposante, morbido e caldo come una coperta che mi avvolge e mi tiene con tenera determinazione. Pigramente il mio pensiero si stiracchia e si solleva al di sopra del mio centro, si confonde con le tenebre, raffreddandosi si riavvolge dentro di me.

Vagamente, grado a grado, come in vibranti ondate di calore che mi toccano e poi subito si ritraggono, sento la presenza di un’altra coscienza. Un altro-da-me è qui vicino. L’intuizione diventa consapevolezza, sento che percepiamo la presenza l’uno dell’altro. Spontaneamente i filamenti neuronali si protendono verso il nuovo per scoprirlo e farlo proprio. In quella zona il buio sembra più consistente e maggiormente stratificato, una sensazione anomala, diversa. Ed è strana anche l’emozione che mi suscita: mi sento curiosa. Perciò proseguo. Per conoscerci ci allunghiamo lentamente l’uno verso l’altro, le vibrazioni nell’aria sono così forti adesso che quasi il buio attorno a noi perde in parte la sua qualità di opacità, quasi si assottiglia, diventa “più chiaro” perché si sfrangia con il passaggio di tanti influssi. Ecco ci siamo: le mie estremità sfiorano le sue, sento un forte sbalzo di temperatura. La radiazione mi penetra, finché nel centro un muscolo sobbalza e continua eccitato a contrarsi velocemente. La radiazione di risposta inonda l’altro, siamo entrambi specchio e fonte di energia. Stiamo immobili aspettando di poter sopportare la potenza che ci invade. Siamo stabili, allora ci facciamo più arditi e queste cose che abbiamo entrambi si prendono. Da sole, come dotate di una volontà propria, sanno dove andare, come stringersi tra loro. Le mani ecco, sono le mani che parlano per prime, sono felici di riconoscersi perché nell’altro conoscono se stesse e il calore le fa esistere. Sentiamo le mani che si muovono da sole, siamo orgogliosi stupiti e contenti che nel mondo sia accaduto l’incontro. Mi è difficile tornare a pensare come un’entità separata ora che siamo in contatto, ma ci provo. I suoi palmi sono asciutti, caldi e lisci. La pelle alla base delle dita forma delle pieghe aspre, mentre sul dorso della mano è morbida anche se sottile. Sotto si sentono gli ossicini che cambiano di posizione mentre la mano si muove. Le nocche sono prominenti ma aguzze, non tozze. Le sue dita sono lunghe e sottili, dure. Le unghie regolari, strette, spesse, leggermente incurvate. Le punte delle dita sono fredde perché  pervase dal nervosismo, dall’urgenza di comprendere. Posso udire il pensiero dell’altro, che, come il mio, velocemente conosce nomina e cataloga ogni piccola parte. Gli accenti sono quelli gioiosi di un canto, un coro a due voci. E’ bellissimo, mi sento viva veramente, sono più calda e siamo simili, le sue mani sono come le mie e i nostri cuori battono forte, li sento rincorrersi nei loro due ritmi disuguali ma armonici…
  
 TI-TI-TI-TI-TI…TI-TI-TI-TI-TI… cos…dove??? ahh noo la sveglia…

[ VISTO CENSURA n° 7198247 del venerdì, 17 febbraio 2006 ]
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categoria:racconti, sensazioni
domenica, 05 febbraio 2006

Just a perfect day,
Drink Sangria in the park,
And then later, when it gets dark,
We go home.
Just a perfect day,
Feed animals in the zoo
Then later, a movie, too,
And then home.

Oh it's such a perfect day,
I'm glad I spent it with you.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on,
You just keep me hanging on.


Just a perfect day,
Problems all left alone,
Weekenders on our own.
It's such fun.
Just a perfect day,
You made me forget myself.
I thought I was someone else,
Someone good.

Oh it's such a perfect day,
I'm glad I spent it with you.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on,
You just keep me hanging on.

You're going to reap just what you sow,
You're going to reap just what you sow,
You're going to reap just what you sow,
You're going to reap just what you sow...

 

[ VISTO CENSURA n° 7075899 del domenica, 05 febbraio 2006 ]
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categoria:pensieri vaganti
giovedì, 02 febbraio 2006

Vabbene vabbene, mi avete chiesto di pubblicare un altro post ed eccolo qua! Il fatto è che di questi tempi sono abbastanza impegnato, e tra Programmazione Java e Analisi Matematica sto usando i miei neuroni per altri scopi, così che il blog langue un pochino. Ma stasera ho una bella storiella da raccontarvi, con la promessa che tornerò a postare con maggior frequenza nei giorni a venire.

Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah. Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po' più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio. Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie). Lo scartamento standard degli Stati Uniti è di 4 piedi e 8,5 pollici. (E' la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri).

A prima vista questa misura sembra alquanto strana. Perché è stata scelta?
Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo?
Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell'avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento?
Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell'asse?
Perché, se avessero usato un'altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale.

Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell'Inghilterra?
Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall'Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze.

E i solchi sulle strade?
I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell'esercito dell'Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell'Impero Romano ed è la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra, ergo un serbatoio di Shuttle misura esattamente due culi di cavallo.

Così la prossima volta che vi chiederete perché certe cose sembrano fatte con il sedere... beh cari amici del Ricks Cafe... potreste non avere tutti i torti! Alla prossima!

[ VISTO CENSURA n° 7041714 del giovedì, 02 febbraio 2006 ]
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categoria:pensieri vaganti, ci avevate mai pensato
domenica, 22 gennaio 2006

Ci avevate mai pensato? Lo sapevate? Gira voce che gli antichi Cinesi arrivarono sulla luna centinaia e centinaia d'anni prima degli Americani. Usarono forse un 'mbuto?? Sembrerebbe proprio di no! Forse il loro segreto fu l'invenzione della cartigienica...

Uno strappo di comune catigenica ha uno spessore di circa un decimo di millimetro. Provate con le vostre mani a piegare lo strappo in questione su se stesso in modo da ottenere due mezzi strappi sovrapposti. Non ancora contenti continuate a piegare e a piegare senza tregua. Dopo che avete fatto 42 piegamenti immaginate di salire sopra il vostro strappo piegato e ripiegato.

Secondo voi fin dove arrivereste? Sembra incredibile ma potreste proprio raggiungere la Luna! Provare per credere!
A questo punto non resta per chiederci perché le nazioni investono milioni di miliardi di dollari per le missioni spaziali, quando basterebbe spendere pochi centesimi in un qualsiasi supermercato e avere un po di buona volontà!

[ VISTO CENSURA n° 6929383 del domenica, 22 gennaio 2006 ]
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categoria:cose senza senso, ci avevate mai pensato
sabato, 21 gennaio 2006

Come si può essere certi di avere la ragione dalla propria parte? Ci si può mettere l'anima in pace o bisogna passare altri sabati sera a casa a pensare a tutto e a nulla?

Andiamo con ordine...

"Sei x Nove uguale... Quarantadue!" urlò Loonquawl. "Questo è tutto ciò che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?"
"Ho controllato molto approfonditamente," disse il computer, "e questa è sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda."

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.

Questo pianeta ha -- o piuttosto aveva -- un problema, che era questo: la maggior parte della gente che ci vive era scontenta per la maggior parte del tempo. Furono suggerite molte soluzioni per questo problema, ma gran parte di esse erano basate sui movimenti di piccoli pezzi verdi di carta, il che è bizzarro, dato che, tutto considerato, non erano i piccoli pezzi verdi di carta ad essere scontenti.

C'è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell'universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C'è un'altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto.

[tratto liberamente dalla 'Guida Galattica per Autostoppisti' di Adams Douglas]

Sembra incredibile ma quest'accozzaglia di sproloqui ha anche una morale. Nonostante ciò ho inagurato la categoria 'cose senza senso', per tutte le volte che sarò troppo confuso per articolare cose comprensibili (tipo oggi)...

Addio, e ricordate che con un'anitra di gomma non si è mai soli.

[ VISTO CENSURA n° 6925123 del sabato, 21 gennaio 2006 ]
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categoria:cose senza senso, pensieri vaganti
venerdì, 20 gennaio 2006

Nemmeno l'avesse fatto apposta. Woody Allen, arrivato su per giù al suo quarantesimo film, ci regala un'ineccepibile riflessione sulla fortuna e su quanto questa conti nel destino di un uomo o, per essere precisi, di quanto la fortuna sia l'unica vera autrice del destino qualsiasi peso e significato intendiamo dare a questa ambigua parola. Dicevo 'nemmeno a farlo apposta', perché la direzione che sta prendendo questo blog è proprio quella di una piccola e non pretenziosa analisi sulla fortuna, che ha inavvertitamente permeato -più o meno direttamente- tutti quanti i messaggi che ho scritto, a partire da quello di 'inaugurazione'.

La fortuna, nel film di Allen (che per la cronaca ho visto ieri in una sala semi-deserta), ha le semblianze di una palla da tennis che colpisce la rete proprio nel momento decisivo di un incontro e si proietta in aria, giusto sul limite del nastro bianco e quando ricade  può decidere un match e la sorte di un giocatore. Non è questione di bravura o impegno o chissà che, la palla ricade con le stesse probabilità da una parte o dall'altra, si vince o si perde e non c'è santo che tenga.

Partendo da questa premessa Woody Allen realizza un film fortemente pessimista, che si presenta fin delle prime scene come un moderno 'Delitto e Castigo' Dostojevskiano. Guardacaso Chris (Jonathan Rhys-Meyers), il protagonista, è un appassionato di Dostejevsky e in una delle prime scene sta leggendo proprio 'Delitto e Castigo' e Allen non risparmia di farci notare questo particolare con un bel dettaglio sulla copertina del libro. Ciò che cambia profondamente rispetto al racconto di Dostojewsky (l'ho scritto diverso per ben tre volte spero di averci azzeccato almeno una) è l'evoluzione finale della vicenda. Se lo studente-assassino di Delitto e Castigo finiva col consegnarsi spontaneamente alla polizia, qui il finale è regolato dalla legge della pallina da tennis che per l'occasione è sostituita da una fede nunziale che rimbalza su una ringhiera del Tamigi. Non vi dirò succederà dopo che l'anello rimbalzerà sulla ringhiera. Se cadrà da una parte, se cadrà da'altra. Ne che cosa succederà dopo. E' con questa magnifica sequenza, che Allen ci svela il vero senso del suo film e ci regala una delle migliori immagini di tutto il cinema di questi ultimi anni. 

E proprio con quest'immagine congelata di un anello sospeso sopra una ringhiera io vi lascio e vi auguro la buonanotte.

[ VISTO CENSURA n° 6916180 del venerdì, 20 gennaio 2006 ]
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categoria:cinema, visioni
giovedì, 19 gennaio 2006

Ispirato dalla lettura di "Dal Big Bang ai Buchi Neri" di Stephen Hawking e da un pomeriggio all'insegna dello studio dei segreti dell'Analisi Matematica, sono stasera attanagliato dai più profondi problemi legati all'esistenza e alla percezione della realtà.

Ci sarebbe il tanto di non dormirci sopra per per giorni, o forse per tutta la vita, e sono sicuro che ne varrebbe anche la pena, ma sono altrettanto certo che la risposta a questo, così a tanti altri misteri della vita, un giorno arriverà, da sola, quando meno ce la aspettiamo. Anzi forse è già arrivata e non ce ne siamo nemmeno accorti, forse sappiamo già troppo sul nostro universo, e sulla nostra piccola terra che gravita eternamente nelle periferie degradate della via lattea, così insensibile alle nostre piccole storie. Quello che non sapremo mai, è se le nostre supposizione sono o no esatte.

Un giorno, qualche anno fa stavo seduto sul terrazzo di casa a guardare il cielo. In realtà pensavo a tutt'altre cose, molto meno 'universali' di quelle a cui ho accennato pocanzi, ma nel frattempo che fissavo la volta celeste un oggetto molto più luminoso delle altre stelle attirò la mia attenzione. Tutti gli altri pensieri immediatamente si spensero per fare posto a quella ammaliante luce e cominciai a sentire il desiderio di andare a rispolverare il mio vecchio telescopio  -che stava gettato nel sottotetto da quand'ero probabilmente in terza elementare- e di puntarlo verso quell'oggetto mistico. Ci misi ore ed ore a pulirlo e a rimontalo ma quando tutto fu pronto ebbi una delle più grandi e piacevoli sorprese della mia vita. Quel piccolo puntino luminoso che tanto mi aveva incuriosito altro non era che Saturno, con tanto di anello e satelliti! Ricordo che mia prima impressione fu quella di aver davanti un oliva cosmica avvolta da una fede nunziale (isomma le lenti erano quelle che erano...)!! Rimasi a guardarlo per un sacco di tempo. Più lo guardavo e più mi sentivo parte di una perfetta armonia cosmica, era come galleggiare in un mondo senza tempo, perfetto e preciso. Avete mai visto 2001 Odissea nello Spazio? Ecco, una cosa del genere... io sospeso nel nulla che ballo il Danubio Blu assieme a decine di stelle e pianeti perfetti, in un mondo perfetto. Wow!

E' una sensazione che non ho più provato. Sono successe varie cose da allora. Alcune molto positive, alcune molto negative, nel senso che sono le stesse cose positive di cui prima che, per un motivo o per l'altro, sono andate a puttane.. e il risultato  è stato che da un po' di tempo a questa parte, non ho più puntato il mio telescopio verso l'infinito ed è di nuovo andato a finire nel sottotetto, tra muffe e paure impolverate, a fare da parco divertimenti per ragni e insetti nottambuli.

E forse, scrivendo questo messaggio mi è tornata un po' di nostalgia per quel momento, per il mio 'battesimo delle stelle' e per un mondo che gira sempre uguale sopra le nostre teste, impassibile ed insensibile ai destini umani, ma che purtroppo è sempre più nascosto dietro una nube di vapori di sodio o spesso barattato dai più  con un tubo catodico o con qualche passatempo da quattro soldi.

[ VISTO CENSURA n° 6896679 del giovedì, 19 gennaio 2006 ]
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lunedì, 16 gennaio 2006
Mancano poco meno di due ore all'inizio della passerella della 63esima edizione dei Golden Globe Awards che verranno assegnati stasera a partire dalle 24 ora italiana in quel di Hollywood (Los Angeles). Mi preparo ad effettuare un afterhour-diretta sul sito degli IOMA. Nel frattempo posto qui le mie previsioni sui vincitori... domani spero di avere un po' di tempo per scrivere qualcosa di più. Good Night, and Good Luck...

Best Picture - Drama
Brokeback Mountain

Best Picture - Musical/Comedy
The Squid and the Whale

Best Director
Woody Allen, Match Point

Best Actor - Drama
Philip Seymour Hoffman, Capote

Best Actor - Musical/Comedy
Joaquin Phoenix , Walk the line

Best Actress - Drama
Maria Bello, A History of Violence

Best Actress - Musical/Comedy - rischiamo va...
Keira Knightley, Pride and Prejudice

Best Supporting Actor
Paul Giamatti, Cinderella Man

Best Supporting Actress
Scarlett Johansson, Match Point

Best Foreign Language Film
Kung Fu Hustle
[ VISTO CENSURA n° 6873798 del lunedì, 16 gennaio 2006 ]
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categoria:cinema, cinefestivals
lunedì, 16 gennaio 2006

Buonasera a tutti, ubriaconi ed avventori del Rick's Cafe! Sono appena arrivato a casa... e mancano dieci minuti alla fine di questa terza settimana del 2006. Per festeggiare l'evento come si deve e salutare l'arrivo della nuova settimana ho deciso di andare a letto presto, evento molto raro di questi tempi. Ad essere proprio sincero, il fatto è che domani mattina alle nove ho un esame, nientemeno che Inglese II. E' praticamente uguale a Inglese I ma quelle due asticelle verticali eredità degli antichi romani incutono timore. Non ci crederete ma è così.

La foto in stile lucignolo -effetto assolutamente intenzionale...- che potete ammirare qui in alto a destra l'ho scattata poco fa all'ingresso di Cagliari in un eccesso di ispirazione artistica causata dall'ascolto prolungato dei Pink Floyd, ai quali affido volentieri in compito di esprimere in chiave molto più poetica di quanto non riuscirei io la temperatura che si percepisce questa sera qui al Rick's Cafe.

Pink Floyd, Coming Back to Life...

Where were you when I was burned and broken
While the days slipped by from my window watching
and Where were you when I was hurt and I was helpless
Because the things you say and the things you do surround me
While you were hanging yourself on someone else's words

Dying to believe in what you heard
I was staring straight into the shining sun

Lost in thought and lost in time
While the seeds of life and the seeds of change are planted
Outside the rain fell dark and slow
While I pondered on this dangerous and irresistible pastime


I took a heavenly ride through our silence
I knew the moment had arrived
For killing the past and coming back to life

I took a heavenly ride through our silence
I knew the waiting had begun
And I headed straight.. into the shining Sun.

[ VISTO CENSURA n° 6864308 del lunedì, 16 gennaio 2006 ]
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categoria:diari di viaggio
sabato, 14 gennaio 2006

Da quando la politica italiana è diventata un circo (il più divertente in assoluto!) non ci si deve stupire se, per esprimere la propria contrarietà al decreto Pecorella (quello che per intenderci renderà impossibile ai pubblici ministeri presentare ricorso in Appello contro le sentenze di proscioglimento di primo grado) il Senatore Nando Dalla Chiesa ha recitato una lunga poesia durante l'assemblea di Palazzo Madama, prima di proclamare il suo giustificatissimo voto contrario.

Sicuramente più divertente ed efficace di mille discorsi, ecco qua il testo completo.

Bentornati senatori,
dalle feste e dai ristori,
tutti insieme per votare
la gran legge secolare:
la più urgente,
la più bella;
sì, la legge Pecorella.
Ma quant'è curioso il mondo,
nel suo gran girare in tondo,
che fa nascere d'incanto
una legge che può tanto.
E la scrive un avvocato
per salvare il suo imputato,
che poi, caso assai moderno,
è anche capo del Governo;
mentre invece l'avvocato
è un potente deputato.
Ah, che idea stupefacente,
non si trova un precedente.
E’ un esempio da manuale
di cultura occidentale
che sa metter le persone
sopra la Costituzione.
E ora è bello, edificante,
che di voci ne sian tante
- di giuristi, ex magistrati,
di causidici, avvocati -
pronte intrepide a spiegare
che la legge è da votare,
poiché vuole la dottrina
che il diritto su una china
più virtuosa scorrerà
se la norma si farà
Ma pensate che bellezza
per un reo, l'aver certezza
che se il giudice è impaurito
o corrotto o scimunito,
potrà dar l'assoluzione
senza alcuna sconfessione;
che il processo finirà e un macigno calerà
sull'accusa dello Stato
e su chi subì il reato.
Che trionfo, che tripudio!
E per Silvio che preludio
a una dolce terza età,
l'assoluta impunità.
Bentornati senatori,
per la fine dei lavori.
Cinque anni incominciati
coi tesori detassati,
poi vissuti con amore
a far leggi di favore
- rogatorie, suspicioni,
lodi, falsi e prescrizioni,
approvate in frenesia
e con gran democrazia,
che chi c'è non può parlare
e chi è assente può votare.
Mentre al pubblico, in diretta,
lui giurava: "Date retta,
se non si combina niente
sui problemi della gente
colpa è di opposizioni,
Parlamento e Commissioni!"
Bravi voi che con tempismo
combattete il comunismo,
anche se nell'ossessione
ce l'aveste una ragione:
falsa è di Marx la tesi
che lo Stato è dei borghesi;
ci insegnaste voi del Polo
che lo Stato è ... di uno solo.
Or votando con l'inchino
si completi il gran bottino
delle leggi personali,
questo sconcio senza eguali.
Del diritto sia mattanza.
Ma l'Italia ne ha abbastanza.

"Voto Contrario"

[ VISTO CENSURA n° 6854020 del sabato, 14 gennaio 2006 ]
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categoria:bucce di banana
venerdì, 13 gennaio 2006

Eccomi finalmente qui a scrivere il primo messaggio sul mio Blog, dopo giorni e giorni di estenuanti esperimenti sul template. Ci vorrebbe un bel post di presentazione, roba del tipo 'perché apro questo blog' e menate del genere, ma non saprei proprio che scriverci perciò salterò volentieri a piè pari questi convenevoli virtuali.
Chi non è del tutto a corto di Cinema, saprà sicuramente già tutto sul Rick's Cafe. Per chi invece non avesse mai visto Casablanca il mio consiglio è -oltre che di recuperare immediatamente la visione di questo classico del Cinema- quello di leggere il testo in giallo nella colonna alla destra dello schermo.

Casablanca è il confine tra il Sogno (quello della libera, grande, America) e la Realtà (quella triste e oppressa del Nazi-Fascismo europeo), il luogo dove collidono intrighi e amori con le radici affondate in un grande passato e lo sguardo rivolto verso uno speranzoso futuro, che vivono in un presente incerto a metà strada tra la malinconica certezza di quello che è stato e la fiducia in quello che potrebbe essere.
A Casablanca tutti vanno al Rick's Cafe per tentare la fortuna al casino. Pochi riescono davvero. Per gli altri non resta che aspettare e aspettare, forse per sempre. Aspettare e farsi un drink. Dopotutto cosa si può fare contro una roulette truccata?
Ma forse l'attesa vale la musica di Sam, il fedele pianista di Rick sin da quando stavano a Parigi, prima dell'occupazione. Una musica della quale ci si innamora subito, che lenisce le ferite e allevia l'attesa.

Oggi sono qui, come ieri, ad aspettare chissà cosa, chissà perché. Seduto a un tavolino del mio bar, qui a Casablanca, comincia il mio pubblico diario.

[ VISTO CENSURA n° 6838659 del venerdì, 13 gennaio 2006 ]
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